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     Le "ragioni" dei creditori (ovvero Sinn, l'anti Bagnai) 11-11-2013
     CopyLeft: Fiorenzo Fraioli

    E' importante conoscere il punto di vista dei "creditori" del nord Europa, se vogliamo evitare che la crisi si traduca nell'emergere di ostilità reciproche tra i lavoratori degli Stati europei. Sono, invece, le classi dirigenti che meritano di essere prese a calci nei denti, per aver messo i popoli d'Europa in questo dannato pasticcio.

    Nota a margine: forse, se mi chiamassi Florenz Von Fraiolen, avrei fatto "Reisen mit Sinn".

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    Hans Werner Sinn è un importante economista tedesco da sempre critico nei confronti delle politiche monetarie di Mario Draghi, che egli accusa di voler "salvare" i debitori del sud Europa a spese dei contribuenti del nord, in particolare tedeschi. Ha recentemente rilasciato un'intervista a FAZ.net, tradotta da vocidallagermania, nella quale ribadisce la sua tesi. In questo articolo cercherò di spiegare, nel modo più semplice e diretto possibile, le argomentazioni di Sinn, in modo da renderle comprensibili anche a chi non passa il suo tempo ad occuparsi dei problemi dell'eurozona. Il metodo sarà quello di commentare alcune delle affermazioni di Sinn, non per contestarle bensì per tradurle in un linguaggio comprensibile all'uomo della strada.

    Sinn: "E' ormai pacifico che i saldi Target rappresentano un rifinanziamento supplementare che la BCE ha fornito ai paesi in crisi, dopo aver abbassato il rating necessario per l'accettazione delle garanzie. Si tratta quindi di prestiti a carattere pubblico utilizzati per pagare i disavanzi delle partite correnti, rimborsare i debiti esteri, acquistare titoli, immobili e aziende in altri paesi. Cio' che in passato veniva finanziato dal credito privato, è stato sostituito dai prestiti della BCE."

    Qui è necessario spiegare cosa siano i saldi TARGET (in realtà TARGET2). Quando un cittadino, o un'impresa italiana effettua un acquisto all'estero si genera un movimento contabile tra la Banca Centrale (BC) italiana (la Banca d'Italia) e la corrispondente BC estera, ad esempio tedesca. La transazione viene registrata nelle rispettive contabilità nazionali in attesa di essere "regolata" con un effettivo trasferimento di fondi. Poiché, tuttavia, le transazioni non sono sempre in equilibrio, ad esempio perché ad un acquisto di un residente italiano non corrisponde immediatamente un equivalente acquisto di un residente tedesco di pari valore, e dunque per evitare situazioni "temporanee" di carenza di liquidità, il trasferimento effettivo di fondi tra le BC dei diversi paesi non viene effettuato subito. Si pensi, ad esempio, al caso di fluttuazioni stagionali: d'estate molti turisti tedeschi vengono a "spendere" in Italia, la qual cosa produrrebbe (o potrebbe produrre) una momentanea crisi di liquidità della BC tedesca. Per ovviare a questo inconveniente, i rapporti di debito/credito non vengono regolati subito, ma sono registrati in una contabilità comune, una sorta di "stanza di compensazione". Si chiamano "clearing houses", un meccanismo da sempre utilizzato dalle BC. La "clearing House" dell'Unione Europea si chiama "Sistema TARGET2", o sistema TARGET.

    L'idea di fondo è che, nel medio periodo, gli attivi e i passivi si compensano: in estate, ad esempio, l'Italia è in attivo sulla Germania (grazie ai flussi turistici), e in inverno i flussi si invertono. Semplice, vero?

    Ogni BC è tenuta a offrire delle "garanzie" sui suoi passivi nel sistema TARGET, la cui natura, fino all'esplodere della crisi, è stata di natura sostanzialmente fiduciaria. Non era forse vero che stavamo costruendo una grande e pacifica unione? In effetti...

    ...fino al 2007 tutto era filato liscio. E' vero che i paesi del nord esportavano molto di più dei paesi del sud, ma in compenso i deficit della bilancia commerciale di questi ultimi erano compensati dagli afflussi di capitali provenienti proprio dai paesi del nord. Questi, insomma, si fidavano, e prestavano soldi a quelli che oggi chiamano "PIGS", sia perché, come detto, "si fidavano", sia perché prestare al sud era più conveniente che tenersi i soldi in casa.

    Quando arriva la crisi, alla fine del 2007, i saldi TARGET cominciano a divergere proprio perché si interrompono i flussi di capitali dal nord verso il sud. Che fare?

    All'inizio nulla, se non negare la gravità della crisi. Quello che è successo ce lo dice Sinn: "Le banche (private - n.d.r.) dei paesi creditori hanno depositato il denaro in eccesso presso le banche centrali, in cambio di un tasso di interesse, e in questo modo hanno dato il via al ciclo. Le banche centrali  prestatrici accumulano un credito nei confronti dell'Euro-sistema (TARGET2 - n.d.r.), mentre le banche centrali dei paesi che hanno preso a prestito denaro aggiuntivo accumulano un debito per un importo corrispondente".

    Ma come hanno fatto le BC dei paesi debitori a "prendere a prestito denaro aggiuntivo" accumulando "un debito per un importo corrispondente"? Le BC dei paesi debitori, sostiene Sinn, hanno venduto titoli di stato con operazioni di mercato aperto, con cui hanno pagato gli interessi dovuti alla BCE per il mantenimento degli squilibri. Questa è una delle ragioni (non la sola) dell'esplosione dei debiti pubblici nei paesi del sud. Ovviamente gli interessi debitori pagati dai paesi del sud corrispondono a interessi creditori dei paesi del nord. Questi sono tutti in capo alla BCE, la quale redistribuisce sia i debiti che i crediti (dunque i saldi) ai diversi paesi in base al loro peso all'interno del sistema.

    Sinn afferma: "L'80% della (nuova - n.d.r.) base monetaria dell'Eurosistema è stata creata dalle operazioni di mercato aperto delle banche centrali dei sei paesi in crisi (Grecia, Italia, Portogallo, Spagna, Irlanda, Cipro), sebbene questi paesi rappresentino solo un terzo della forza economica della zona Euro. Della stessa dimensione è la quota di reddito da interessi che l'Eurosistema ha generato nei paesi in crisi e poi redistribuito ai ministeri delle finanze dei vari paesi membri, secondo le dimensioni del paese. In Germania tutti gli interessi trasferiti dalla Bundesbank al ministero delle finanze arrivano dall'estero".

    Non ci sarebbe niente di male in questa situazione. In fondo la Germania incassa interessi, vende ai paesi del sud mantenendo a pieno regime la sua macchina produttiva e ha davanti a sé la prospettiva di diventare il cuore economico e finanziario dell'Unione Europea! Ma Sinn è di tutt'altro avviso. Egli argomenta così: " Una metafora delle operazioni di pagamento elettroniche che si nascondono dietro i saldi Target potrebbe essere la seguente: il sud-Europa si stampa il denaro di cui ha bisogno per poter comprare beni nel nord-Europa e per onorare i vecchi debiti. E' un po' come se il nord avesse prestato al sud una macchina per stampare denaro. L'aver prestato la macchina stampa-denaro comporta pero' notevoli rischi. Se l'Euro dovesse disintegrarsi, i saldi Target svanirebbero nell'aria, mentre i titoli di debito, i beni patrimoniali e i beni di consumo, acquistati all'estero con il denaro trasferito, resterebbero naturalmente all'estero". Il pericolo per la Germania è dunque, secondo Sinn, la disintegrazione dell'euro! Il rischio, cioè, che i paesi del sud escano, ridenominando i loro debiti in moneta nazionale e lasciando i tedechi con un palmo di naso, costretti non solo a subire una svalutazione dei loro crediti pari a quelle dei paesi del sud, ma anche a subirne la concorrenza commerciale, non più falsata dal cambio (relativamente) forte che ad essi impone l'euro.

    La "polemica interna" di Sinn

    Sinn deve fare i conti con i suoi "piddini", ove per "piddini" si intendono tutti coloro che antepongono agli interessi nazionali quelli dell'Unione Europea. Con la differenza che mentre i "piddini italiani" sono costretti a mentire per favorire le politiche di austerità, i "piddini germanici" mentono per rassicurare i tedeschi sulla capacità dei paesi del sud di restare nell'euro. Per questa ragione Sinn polemizza con il suo "nemico interno", Marcel Fratzscher, secondo il quale (parola di Sinn) "i crediti Target tedeschi, che oggi ammontano a 570 miliardi di Euro, sarebbero nati soprattutto in seguito al rientro in patria di circa 400 miliardi di Euro dal mercato dei capitali privato, sostituiti dal credito delle banche centrali ai paesi in crisi. Egli parla di 'aiuto per la fuga', poiché senza questo denaro i paesi in crisi non avrebbero potuto finanziare il rientro dei capitali". Insomma, per Marcel Fratzscher la crisi del sistema TARGET2 sarebbe causata soprattutto dalla crisi di fiducia dei capitali privati in fuga dai paesi del sud, ragion per cui è bene che la BCE tenga duro in attesa che il flusso si inverta, dopo che la paura della fine dell'euro si sarà placata.

    Eh no, sostiene Sinn, le cose non stanno affatto così! Dopo aver parzialmente smontato i numeri di Marcel Fratzscher, Sinn afferma che "Il DIW riferisce che circa 400 miliardi di Euro sono rientrati dai paesi in crisi verso la Germania. Sono cifre simili a quelle dell'Istituto IFO, che il DIW molto gentilmente cita. Si tratta tuttavia di un importo lordo, come indicato anche da Fratzscher. Se guardiamo alla cifra netta, gli investitori privati, secondo i dati, avrebbero fatto rientrare in Germania dai paesi in crisi molto meno (secondo i calcoli incompleti del DIW circa 200 miliardi di Euro netti), poiché gli investitori privati dei paesi in crisi hanno fatto l'operazione opposta ritirando i loro capitali dalla Germania", concludendo infine che "Nel complesso, i flussi di capitale privato emersi durante la crisi, di per sé non avrebbero condotto ad una crescita, ma ad una riduzione dei saldi Target. Dietro la crescita dei saldi Target tedeschi, non c'è il rimborso dei prestiti tedeschi da parte degli stranieri, come ipotizzato da Fratzscher, piuttosto l'export netto di beni pagato con il denaro fresco di stampa proveniente dai paesi importatori".

    Quale meravigliosa e stupenda antisimmetria! Questi porci del sud, sostiene Sinn, che prima si pagavano le Mercedes e le BMW con i nostri prestiti, adesso se le comprano stampando moneta! E si limitassero almeno a questo! No, i porci del sud non comprano solo dalla Germania, ma finanziano addirittura i consumi di altri paesi: "Cosi la pressa per stampare denaro prestata a questi paesi, ad esempio, ha aiutato gli investitori britannici, che erano stati in grado di fornire credito americano per l'acquisto di auto tedesche.  In questo caso i debiti Target nei paesi in crisi e i crediti Target della Bundesbank sono cresciuti senza che ci fosse un rientro dei capitali verso la Germania. La Bundesbank in questo caso con i suoi crediti puo' aver aiutato la fuga dei capitali, ma senza aiutare gli investitori tedeschi, piuttosto quelli di paesi terzi".

    Il cuore del problema, per Sinn

    Sinn: "La sostituzione del capitale privato internazionale attraverso il credito pubblico (le operazioni di Draghi - n.d.r.) ha accelerato la frammentazione del mercato dei capitali europei, invece di mitigarla come sostiene Fratzscher. Se ci fossero stati incentivi per ridurre i saldi Target del sud, ad esempio richiedendo tassi piu' alti, come proposto dall'ex presidente Bundesbank Helmut Schlesinger, oppure esigendo un pagamento in oro, come previsto dal sistema dei cambi fissi di Bretton Woods, allora nel sud-Europa avremmo avuto certamente dei tassi piu' alti e sul mercato interbancario il capitale privato sarebbe tornato a fluire verso il sud. Tassi piu' alti avrebbero costretto i paesi del sud ad un risparmio maggiore e contribuito all'implementazione degli aggiustamenti strutturali nel mercato del lavoro e nell'organizzazione statale, necessari per la riduzione dei disavanzi esteri."

    Credo sia abbastanza chiaro. Per Sinn servono gli aggiustamenti strutturali (tagli a salari, pensioni, settore pubblico), "necessari per la riduzione dei disavanzi esteri". E il bello è che ha ragione! Avete voluto l'euro? E allora pedalate!

    Non manca il grido finale di dolore per il fatto che, a causa delle presse per stampare denaro consegnate ai porci paesi del sud, i tassi di interesse a cui prestano i banchieri del nord sono troppo bassi: "Lo spiazzamento del mercato dei capitali privati avvenuto a causa della pressa stampa-denaro,  è il motivo principale per cui le banche e le assicurazioni tedesche oggi non ricevono tassi di interesse adeguati al rischio, mentre gli assicuratori sono addirittura costretti a ridiscutere i loro tassi di interesse garantiti".

    L'estremismo di Sinn

    Hans Werner Sinn non è un economista di provincia (ancora l'antisimmetria - n.d.r.), ma una delle voci più importanti del mainstream tedesco. Le sue posizioni estremistiche, dunque, devono preoccuparci al massimo grado. Leggiamo cosa dice a proposito dell'abbassamento del tasso di sconto, recentemente deciso da Draghi: "La Germania non è un debitore ma uno stato creditore, ha un credito netto nei confronti del resto del mondo. Si', al momento è il piu' grande esportatore di capitali, addirittura prima della Cina. Pertanto il nostro paese è il grande perdente dall'abbassamento dei tassi, mentre i paesi in crisi, che sono debitori netti, sono i vincitori. La BCE si conferma un'organizzazione dedita all'acquisto dei risparmi tedeschi, che poi redistribuisce ai paesi in crisi, ai tassi che essa stessa decide. Secondo lo stesso modello potremmo mettere in piedi un'organizzazione gestita dall'UE per l'acquisto di auto tedesche e per la loro rivendita nel sud-Europa ad un prezzo ritenuto equo, e festeggiare la conseguente caduta dei prezzi come un vantaggio per il consumatore tedesco."

    Il buon Sinn non si fa mancare niente, nemmeno un bell'appello alla democrazia: "I crediti usciti dalla stampante di denaro, misurati dai saldi Target, sono la parte piu' importante del piano di salvataggio dell'Euro approntato dalla BCE. Hanno permesso il finanziamento degli stati e dell'economia privata mediante il sistema bancario. Si puo' discutere a lungo se questi crediti economicamente abbiano un senso oppure no. E' certo però che il difficile equilibrio fra opportunità e rischi, in particolare la valutazione della distribuzione degli effetti fra i diversi paesi europei, non è stata decisa dai parlamenti, ma dal board BCE, un organo tecnocratico, in cui la Germania non ha un peso maggiore rispetto a Malta o Cipro e in cui dal maggio 2010 è costantemente in minoranza".

    Se sbalio corigeteme, ma mi sembra che anche dalle nostre parti, antisimmetricamente, non manchi qualcuno che adorna le sue argomentazioni con continui richiami alla scarsa democraticità del board della BCE! Curiosa la vita... Sinn: "Considerando le attuali circostanze, per me è necessario domandarsi se la politica fiscale a carattere regionale che la BCE a porte chiuse ha deciso di attuare, e per la quale nel sistema americano delle banche centrali non esistono paralleli, sia ancora compatibile con le regole della democrazia parlamentare definite dalla Costituzione tedesca".

    Così è (se vi pare).

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