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     L'ARS c'è! 14-12-2013
     CopyLeft: Fiorenzo Fraioli

    Alcuni movimenti sovranisti:

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    Ragazzi, ci siamo. Gli avvenimenti di questi giorni, con il movimento dei cosiddetti "forconi" in campo, segnano un punto di svolta. Non politico, poiché da questo lato è del tutto evidente l'inconsistenza del fenomeno, ma sociale. Il segnale è chiaro: il numero delle persone che non ha più voglia di subire passivamente scelte che si scaricano sulle loro spalle ha raggiunto una soglia critica. A meno di un cambio radicale di rotta, esso è destinato a crescere.

    Ora la sfida si gioca sulla capacità di raccogliere, e organizzare politicamente, la protesta sociale. Abbiamo però un problema: i fascisti. Non è un piccolo problema, è un grande, enorme problema. Il perché è presto detto: i fascismi hanno tentato, 80 anni fa, di distruggere la democrazia, una conquista della tradizione liberale che tutti noi vogliamo conservare, ma è anche vero che il pensiero liberale ha cambiato natura lasciando prevalere al suo interno gli orientamenti più reazionari, diventando "liberismo". A complicare le cose c'è il fatto che il movimento socialista, nel corso del XX° secolo, non ha dato buona prova di sé, né dal punto di vista democratico né da quello dell'efficienza economica.

    E' così sorprendente, allora, che i manifestanti di oggi non vogliano tra i piedi bandiere e simboli di alcun genere? E tuttavia i simboli fascisti suscitano più repulsione di tutti gli altri. La ragione è duplice: il fascismo non solo è antidemocratico, accusa che potrebbe essere rivolta anche al comunismo e al liberismo, ma ha perso la sua battaglia in modo vergognoso. Il fascismo ha perso, e ha perso male.

    I tentativi di una minoranza di irriducibili di ricostruire uno spazio di agibilità politica per questa ideologia sono inutili, per quanto dannosi perché si prestano ad essere sfruttati nella polemica mediatica. Al fascismo si possono anche riconoscere singoli atti politici condivisibili, ma, preso nel suo insieme come ideologia, è morto. Chi lo resuscita, agitandolo come uno spettro per demonizzare una rivolta sociale, compie un'operazione di una sporcizia indicibile. Il fascismo è morto, come sono morti gli ittiti. Anzi, di più.

    Se il fascismo è morto, non per questo lo sono gli interessi, corposi e concreti, che lo hanno utilizzato per i loro fini. Costoro usano oggi lo spettro fascista perché è il modo più comodo per seminare zizzania e confusione, ma sanno bene che, per tutelare i loro interessi, dovranno presto inventarsi qualcosa di nuovo. Tuttavia, costruire sul momento un'ideologia nuova da usare come vettore per catturare il consenso delle classi sociali dominate non è un'operazione facile, a dispetto degli straordinari mezzi di cui dispongono. L'unica ideologia immediatamente spendibile è il globalismo. Questa è una visione del mondo che si nutre di due miti fondamentali: 1) il mondo è diventato piccolo 2) ci sono grandi players globali con i quali dobbiamo confrontarci. Una simpatica contraddizione, per altro: il mondo è piccolo ma ci sono i grandi players!

    Questa visione è veicolata utilizzando le lenti deformanti della geografia e della demografia, ed è amplificata da una visione dell'economia come "forma moderna della guerra". In pratica ci dicono: poiché i cinesi producono a prezzi molto più bassi di quanto possiamo fare noi, le loro merci non possono essere fermate. Come se le merci fossero l'equivalente delle orde di cavalieri di Kublai Kahn! E' ben noto, infatti, che non è possibile imporre alcuna forma di controllo ai milioni di containers che vengono scaricati al porto di Amburgo! Le merci non possono essere fermate, dicono. E chi l'ha detto? Neppure i capitali possono essere fermati, continuano. E chi l'ha detto? Loro lo dicono, e tutti i gonzi del mondo gli credono.

    Poi arrivano i dementi dell'internazionalismo proletario: possiamo spostare la lotta di classe a livello internazionale, possiamo costruire grandi centrali sindacali che tutelino i diritti dei lavoratori in tutta Europa, anzi nel mondo. E i gonzi ci credono.

    Ah, dimenticavo i fighetti! Avete presenti quei bellimbusti figli del ceto medio alto che una volta chiamavamo figli di papà? Proprio loro. Sono pure "de sinistra", ma non gli va troppo a genio il pensiero che i loro eurini possano tornare ad essere lirette, con la spiacevole conseguenza di perdere il 30% del loro potere d'acquisto all'estero. Io all'estero ci vado ogni tanto, in genere ospite da amici che mi offrono tutto: non è un mio problema. E' per caso un vostro problema?

    Ma i peggiori sono gli pseudo ambientalisti, quelli che vogliono la filiera corta e l'euro, cioè lo strumento monetario dell'ideologia liberista fondata sulla libertà di movimento di merci, servizi e capitali, nonché la deportazione di esseri umani quando serve. Però vogliono la filiera corta. Sputiamoli e non ci pensiamo più.

    Tutti costoro, e molte altre bizzarre specie, fanno a gara nel dare addosso ai forconi. Come se questa povera gente fosse l'avanguardia di chissà quale onda reazionaria! Fanno, in tal modo, il gioco dei fascisti, che utilizzano come morti viventi (altro non sono) per spaventare quella parte di classe media che ha il culetto al caldo ma non è ancora consapevole che sono i suoi stessi interessi ad essere in gioco. Tuttavia, è solo una questione di tempo, neanche molto, prima che un numero crescente di persone capisca che, in questa fase storica, l'alleanza tra le classi medie produttive e il mondo del lavoro salariato è un fatto naturale. Per affrettare questa presa di coscienza è necessario un ingrediente fondamentale: l'organizzazione (oltre all'informazione corretta sui dati macroeconomici). Per questa ragione ho scelto di aderire all'Associazione Riconquistare la Sovranità (ARS). L'ARS è un'associazione politica che raccoglie persone che hanno un passato politico diverso,  dagli ex rifondaroli agli ex berlusconiani, passando per tutte le colorazioni intermedie, unite dalla presa di coscienza che la contraddizione principale, in questa fase storica (speriamo breve) non è quella tradizionale destra-sinistra, bensì quella globalismo-sovranismo. L'augurio è che questa fase sia breve, ossia che prevalgano, il più rapidamente possibile, le forze sovraniste. Così potremo scioglierci e tornare, ognuno di noi, nel luogo di provenienza.

    In concomitanza con le manifestazioni del movimento dei Forconi l'ARS ha prodotto un volantino, che stiamo diffondendo in tutta Italia. Di seguito il testo.


    Volantino ARS

    Di fronte a un’Unione Europea diretta da organismi non eletti democraticamente e al soldo dell’ideologia neoliberista e globalista,

    Di fronte ai Trattati Europei che hanno espropriato gli Stati membri della loro sovranità politica, economica e fiscale,

    Di fronte a un’unione monetaria basata sull’Euro e sulla libera circolazione dei capitali che hanno distrutto i diritti dei lavoratori,

    Di fronte al vincolo del pareggio di bilancio imposto all’interno della nostra Costituzione dal Fiscal Compact che condanna le classi lavoratrici all’austerità e alla povertà,

    Di fronte all’indifferenza delle élite europee e all’inerzia delle classi dirigenti che stanno lacerando i popoli europei,

    Di fronte a una classe politica evidentemente impreparata ad affrontare questa emergenza nazionale,

     

    non basta protestare spontaneamente,

    non basta chiedere l’azzeramento dell’attuale classe dirigente,

    non basta proporre l’uscita dall’Euro e dall’Unione Europea,

     

    BISOGNA ORGANIZZARSI!

     

    ñ                 Per il coordinamento e la direzione delle forme di manifestazione e di lotta;

    ñ                 Per la formazione di un Fronte di Resistenza Nazionale che si opponga al controllo finanziario dei mezzi di produzione e che abbia in un Fronte Unico del Lavoro la fonte di una nuova classe dirigente che sia popolare, preparata e disposta al sacrificio;

    ñ                 Per la solidarietà e l’alleanza con le altre forze europee democratiche, sovraniste e antiliberiste;

    ñ                 Per l’elaborazione di un programma di governo che abbia per obbiettivi:

    1)                       La RICONQUISTA della SOVRANITA' NAZIONALE attraverso il ritorno alla COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA DEL 1948, il recesso dai Trattati Europei, l’uscita dall’unione monetaria e da questa Unione Europea;

    2)      La riaffermazione del primato della politica e dello Stato attraverso un grande piano di programmazione economica, un forte rilancio degli investimenti pubblici nell’istruzione e nella cultura, nell’arte e nella ricerca, nella scienza e nella giustizia, nella sanità e nella sicurezza, dalla nazionalizzazione delle grandi industrie strategiche, dalla socializzazione dei grandi mezzi di produzione, dalla tutela del risparmio e delle piccole e medie imprese, agricole e artigianali, dalla nazionalizzazione della banca centrale e dal controllo del movimento dei capitali e della finanza;

    3)      La costruzione di un nuovo sistema di relazioni internazionali che parta da una fraterna cooperazione con gli altri Paesi dell’Europa mediterranea, passi per una ritrovata centralità dell’Italia  in una grande Alleanza Mediterranea e porti a una rinnovata importanza strategica del nostro Paese negli equilibri internazionali.

     

    CI LIBEREREMO!

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