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::1 - da: Claudio MartinoClaudio Martino - data: 21/10/2009 23.46.48 ::

E' indubbio che la stesura di un testo strutturato richiede impegno, ed anche notevole. E che non tutti hanno il tempo, la voglia e la capacità di mettersi a scrivere qualcosa di organico.
Tuttavia, tutti, anche le persone con meno tempo ed attrezzi culturali, hanno delle idee  e sono animate dal desiderio di esprimerle. Ed anche chi, in realtà, idee non ne ha, almeno su qualche questione specifica, rinuncia malvolentieri a parlarne, essendo la fonazione una delle attività preferite dal genere umano.
Nella second life rappresentata dai cellulari e da internet, il chiacchiericcio da bar o da barbiere è stato sostituito, forse nella maggioranza dei casi, da strumenti "veloci", come gli SMS od i micropost dei social network.
Non mi sento di condividere più di tanto le preoccupazioni espresse da Fiorenzo nel suo video. I facebook people che copiano frasi avulse dal contesto o trinciano giudizi su cose che non conoscono (e non hanno neanche voglia di conoscere) sono gli stessi che, prima od in assenza di internet, leggevano/leggono distrattamente gli articoli al bar o dal barbiere (limitandosi magari solo ai titoli) e poi impostano più o meno lunghe disquisizioni  sull'universo mondo.
Il vantaggio è che scrivere, seppur con il computer, è più faticoso che parlare, e quindi l'impeto oratorio degli internetnauti si esaurisce prima di quello del concionatore da bar o barbiere. E - principalmente - a chi incappa in un loro testo è sufficiente cliccare su un'altra pagina, senza essere costretti, come spesso accade ad avventori di luoghi pubblici, a lasciarli o a turarsi gli orecchi, per sfuggire a fastidiose dissertazioni sul nulla o a banali chiacchiericci.
Quello che banalmente, molto banalmente, voglio dire è che, adattando il Qohelet, nihil sub internet novi: il confine tra approfondimento e superficialità, tra eleganza e volgarità, tra cultura ed ignoranza, all'interno di internet, corre sugli stessi territori e divide gli stessi individui che si trovano ad operare - e fronteggiarsi - nel mondo cosiddetto "reale".