Eppure è un nodo cruciale dell’attualità , non facilmente eludibile, e alla radice dei presenti e futuri problemi del mercato dell’automobile. Ttutti i giornali ne hanno parlato ampiamente, pubblicizzando la decisione del sindaco Moratti di limitare il traffico auto in città. Le sole auto a poter circolare a Milano sono attualmente quelle elettriche o a GPL. Non parliamo dell’aumento del tasso di Co2 , causato dal loro flusso ininterrotto su tutto il territorio nazionale.
Tutti sanno che i morti per malattie respiratorie nella città sono arrivati a 170.000 , tra anziani e bambini.Lo ha ricordato stamani il verde Bonelli nellla trasmissione “Il caffè” che Corradino Mineo dedica alla rassegna stampa.
Il governo sempre tempestivo nelle sue decisioni più inopportune, ha promesso una eliminazione del bollo, (annunciata e,come il solito, non mantenuta), e consentito all’aumento delle velocità, (malgrado l’alto numero di incidenti mortali sulle strade), mentre il governo danese , più responsabile e amico del clima, ha contrastato con tasse dissuasive l’uso del mezzo privato e messo in atto una politica seria dei mezzi pubblici e delle piste ciclabili .
Forse, caro Santoro, bisognava partire da questo problema per centrare una trasmissione seria sulla crisi di mercato della Fiat, che si aggraverà ulteriormente in futuro,e che è all’origine della chiusura a Termini Imerese : una grande industria che ha goduto, a torto, di una privilegiata posizione , speriamo, monopolistica, e di cospicui incentivi statali per la rottamazione, fino al 31 dicembre 2009.
Stando alle dichiarazioni dell’ amministratore delegato Marchionne , la Fiat va a Detroit per produrre auto elettriche , approfittando delle misure messe in campo da Obama, sia per difendere i posti di lavoro alla
Ckhrisler sia anche per avviare una green economy e garantire le nuove linee americane al prossimo incontro internazionale sul clima.
In Italia,- ha detto Marchionne- il governo non ci ha aiutato. Obama invece si.
Ma in Francia , in joint venture con fabbriche giapponesi, sia la Renault che la Peugeot- Citroen hanno già avviato nuove produzioni green, fortemente sostenute dal governo , con la promessa di non de- localizzare i loro impianti. Ambedue i gruppi hanno annunciato per il 2011 e 12 una svolta produttiva, a fronte della quale le auto Fiat, prodotte in Italia, non saranno più assolutamente competitive .
“Non ci credo all’auto elettrica, ”- ha detto Marchionne, e avendo la faccia tosta di chiedere al governo 1 miliardo di incentivi, non solo non ha ceduto alle critiche, ma lo ha anche ricattato, mettendo in cassa integrazione per 2 settimane i lavoratori di tutti i suoi stabilimenti, sul territorio nazionale.
Su questa linea comportamentale, da vero squalo, siamo curiosi di sentire il commento del Presidente Montezemolo al prossimo tavolo del governo con i sindacati. E’ il sessantesimo anniversario della Ferrari, e, speriamo, forse non vorrà guastarsi la festa.
“La Fiat non è più solo italiana: E’ una multinazionale, che deve distribuire dividendi agli azionisti, e contemporaneamente diminuire il suo debito”. Marchionne insomma fa interessi Fiat per farla restare a galla sul piano mondiale: al paese ci pensino i governanti (sottinteso, con altri quattrini dei contribuenti , per consentire la produzione e per attuare il tradizionale “fiat voluntas tua”. E’ scandaloso.
Dell’ambiente, della salute cittadina, dei lavoratori a Marchionne non gliene può fregar di meno, in un momento drammatico in cui a causa dei problemi climatici le piogge torrenziali lasciano il territorio in dissesto, facendo crollare le case abusive.
La gente resta poi anche senza casa, oltreché senza lavoro. .
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Caro Santoro ci appare molto miope questa cosiddetta classe dirigente, orientata soprattutto agli affari propri, sia gli industriali che il governo, ma anche, spiace dirlo, i giornalisti come te, che seguiamo con molto interesse . Penso che di questi tempi si debba anche essere capace di sollecitare i propri interlocutori. ricordando che , nel resto del pianeta , i governi considerano tutti questi temi strettamente connessi fra loro, e quindi li affrontano globalmente, come facce diverse di uno stesso cubo - disastro . Adottando solo il punto di vista di Bersani, francamente limitato, incapace di mettere insieme argomentazioni politiche, diverse e concomitanti : energetiche, economiche, ambientali . Un’occasione perduta nella trasmissione di giovedì 28, Non gli è’ì stata fatta alcuna domanda scomoda , né sulla sua politica energetica, né sulla linea ambientale ecc.
Oggi ha senso attaccare la politica di Scaioila solo se si è capaci di argomentare, giornalisticamente la totalità dei temi : mostrando giustamente da un lato le condizioni vergognose dei lavoratori, costretti a salire sul tetto della fabbrica , col freddo e la fame, per acquistare visibilità , ma anche sottolineando la necessità di un’altra politica industriale, energetica, ambientale , da parte di tutti i ministri, Scaiola, Prestigiacomo, e Sacconi la litania sugli ammortizzatori sociali e la cassa integrazione, tutti palliativi provvisori destinati alla fine.
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2) Facciamo un esempio positivo e concreto: il contratto firmato con l’Enel dal vecchio Colaninno, responsabile della Piaggio , dove si fabbricheranno i nuovi motorini a propulsione elettrica,. Si potranno alimentare le loro batterie ricaricandole alle colonnine che l’Enel costruirà, mettendole in campo in tutti i distributori. Bisogna dire che Fulvio Conti e Colaninno hanno preso un’iniziativa industrialmente intelligente e socialmente responsabile. Sarà un veicolo destinato ad avere molto successo con i giovani, in Italia, e non solo, che affronterà spavaldamente il traffico cittadino, senza inquinare, e che, se esportato in Cina, in ’India , contribuirà non poco a una mobilità ecosostenibile., ( Sono tutti paesi che non si sono impegnati ad abbassare i livelli di CO2. al vertice di Copenaghen.)
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Il governo avrebbe dovuto caldeggiare un analogo piano per la Fiat, radicalmente innovatore, provvedendo ad installare , d’accordo con l’Enel , in tutti gli attuali distributori di benzina sul territorio, pannelli fotovoltaici agganciati alle prese, per poter facilmente ricaricare le nuove eventuali batterie al litio, ( per noi cittadini, un’operazione a basso prezzo, rispetto alla benzina, sempre più costosa) .
Che avrebbe dovuto fare la Fiat , in questo contesto?
a) stimolare la ricerca perché le nuove batterie assicurino ai veicoli un’autonomia di almeno 300 km e una ricarica in almeno 20 minuti
b Organizzare stages di formazione per i lavoratori, affinché, al momento della ripresa, abbiano nuove prospettive di lavoro, per il loro futuro. (Non la semplice cassa integrazione.)
Spero vivamente che dopo le decisioni prese da Marchionne per Termini Imerese, cessi la condizione monopolistica della Fiat , e che qualche altra industria (indiana, cinese o altro) sia in grado di impiantarsi sul territorio in sua vece, facendole vedere come si sarebbe dovuto fare.
Per mettere in atto una politica del genere , il governo dovrebbe, tra l’altro, :
a) smetterla di incoraggiare Scaroni l’Africano , in cerca dei pozzi in tutto il mondo, a partire dal Delta del Niger, in Libia, o in Russia, e far pagare all’Eni, tassandola fortemente , queste nuove politiche energetiche, più favorevoli all’ambiente, visto che finora non ci aveva pensato da sola.
b) incoraggiare soprattutto l’Enel a perseguire il suo ventaglio di obiettivi verdi, per produrre elettricità e stoccarla.
c) e inoltre avere il coraggio di rinunciare al nucleare, foriero di molti rischi per le scorie, costoso, lento da attuare, e suscettibile di inevitabili conflitti con i poteri locali.
Allora, caro Michele , anche la tua trasmissione potrebbe diventare più interessante, meno pietisticamente organizzata, per ottenere l’urlo facile,
Se Marco Travaglio affronta coraggiosamente tutti i problemi della giustizia, ieri ha perduto l’occasione di ricordare che i conflitti del lavoro non saranno più mediati da un magistrato, ma risolti con un arbitrato, lasciando i lavoratori, scesi dal tetto, ancora più soli.
(Questo grazie a un emendamento passato nel decreto mille proroghe, con grande soddisfazione della signora Marcegaglia.)